principalmente un diario di viaggio...ma non sempre...

Pongola (ritorno in Sudafrica)

9-16 aprile 2026

riproviamo con un atro viaggio di pesca…

…questa volta il pesce protagonista sarà il tigerfish. Il tigerfish è un pesce selvatico popolare in Sudafrica e noto per il suo distintivo aspetto: denti grandi, sporgenti e appuntiti su ogni mascella. Viene descritto così: corpo allungato, idrodinamico e compresso ai fianchi. La testa è allungata, gli occhi sono grandi, la bocca è ampia con mascelle provviste di denti appuntiti di varie dimensioni. Le pinne sono triangolari ed appuntite, la pinna della coda è fortemente bilobata. La livrea presenta testa verde oliva, con corpo grigio argenteo e dorso verdastro: le scaglie presentano poi piccole macchie nere formanti numerose linee orizzontali brune. Le pinne sono trasparenti, tendenti al grigio, con aree gialle e rosse; la caudale ha il lobo superiore giallo e quello inferiore rosso, ed è orlata di nero. Il maschio raggiunge una lunghezza massima di 107 cm per 28 kg di peso, la femmina si attesta poco sopra i 70 cm…dopo questa descrizione vi dico però che il lago Jozini (nella regione del Pongola) non è conosciuto per avere i tigerfish più grandi, ma in teoria ne contiene in abbondanza….in ogni caso iniziamo a ridimensionare le aspettative sulle taglie delle catture!

Come spesso ci capita proviamo ad ottimizzare giorni e tempistiche, così iniziamo la giornata presto lavorando e alle 14.00 partiamo per Malpensa. Fortunatamente non troviamo traffico, e in aeroporto sia l’imbarco bagagli che i controlli di sicurezza vanno veloci. Alle 15.35 siamo seduti allo Starbucks con un caffè fumante e il computer acceso (io a scrivere queste righe e Andy a lavorare sul serio). Abbiamo un volo notturno che da Francoforte ci porterà a Johannesburg, da lì prenderemo l’ultimo volo per Durban, dove ad accoglierci dovrebbe esserci Ruhan, che poi ci porterài al Pongola Lake.

9-10 aprile 2026

in viaggio verso il pongola…

Il volo per Francoforte è tranquillo, atterriamo e ci spostiamo al terminal dedicato, superiamo il controllo passaporti e in un attimo ci troviamo imbarcati su un enorme aereo Lufthansa di due piani. Il volo non è strapieno, e abbiamo la fortuna di dividerci un posto da tre in due. A fasi alterne riusciamo a dormire e alle 8.35 atterriamo a Johannesburg.

Lì dobbiamo fare l’immigrazione, ritirare i bagagli, rispedirli e infine passare al terminal dei voli domestici. Rifacciamo i controlli di sicurezza e ci resta giusto il tempo per fare colazione veloce, perchè alle 11.05 parte il volo per Durban. In poco più di un’ora atterriamo, ritiriamo i bagagli e troviamo Francois (invece di Ruhan) che ci aspetta per portarci a Jozini Lodge, sul Jozini Lake. Il viaggio dura 4.5 ore ed essendo venerdì c’è molto traffico.

Una volta al Lodge ritroviamo Ruhan e Marco e consociamo Nick, l’altro “ragazzo” che pescherà con noi nei prossimi giorni. Siamo solo in tre perchè qualcuno ha dovuto disdire all’ultimo.

Prima di cena fanno un breve debrifing sulle regole base e su come si svolgeranno le giornate di pesca. Si partirà all’alba (alle 6.00) per poi fermarsi per un lunch e proseguire a pescare fino a sera. Dopodiché, in attesa della cena, iniziamo (specialmente Andy) a chiacchierare con Nick mentre io scrivo queste righe.

Scopriamo anche che ieri, per una manciata di minuti, siamo stati molto fortunati, in quanto a causa di scioperi Lufthansa sono stati annullati circa 600 voli in partenza da Francoforte e Monaco, ma non i nostri…

Per cena mangiamo grigliata di manzo e cotolette di pecora, accompagnate da insalata e verdure miste…e tante chiacchiere sulla pesca. Alle 20.00 abbiamo già finito, così che possiamo farci una doccia e andare a dormire un po’ presto…

11 aprile 2026

primo giorno di pesca

Dopo una notte riposante, alle 5.00 suona la sveglia, ci alziamo e ci prepariamo per la giornata. Per chi vuole far colazioni prima della partenza, c’è a disposizione del caffè, yogurt e cereali. Puntuali alle 6.00 ci incamminiamo verso le barchette, carichiamo le nostre cose e partiamo alla ricerca dei tigerfish.

La mattinata inizia con i primi attacchi dei tigerfish, che però non riusciamo ad allamare. Una caratteristica del Tigerfish, oltre ad avere dei denti molto aguzzi e taglienti, è quella che tutta la sua bocca è formata da osso, questo fa sì che è più difficile da perforare con l’amo. Mentre si pesca, oltre a muovere velocemente l’esca (i Tigerfish amano rincorrere prede veloci) bisogna essere svegli e appena iniziano a mangiare so deve dare un colpo rapido e deciso per far sì che venga allamato. Prese le misure sulla modalità di pesca, Andy alle 7.30 cattura e il suo primo Tigerfish. Alle 7.40 prende il secondo, così la mattinata si conclude alle 10.00 con 4 pesci per Andy e zero per me!

Rientriamo al Lodge, dove facciamo un tuffo in piscina per rinfrescarci e mangiamo il brunch a base di uova strapazzate, bacon, formaggio, ecc… finito il brunch siamo liberi fino alle 13.45. Leggiamo e ci rilassiamo un po’. Nel pomeriggio ripartiamo con le barche ed esploriamo nuovi spot del lago. Riusciamo a vedere parecchi ippopotami, un coccodrillo (probabilmente morto, da talmente è grosso, quasi gonfio) e a fine giornata tanti altri animali: zebre, gazzelle, giraffe,…

Alle 14.20 prendo il mio primo Tigerfish, anche se di dimensioni ridotte è pur sempre un tigerfish! Dopo qualche minuto ne prendo un altro, di dimensioni maggiori…ma decide di fregarmi nascondendosi trai rami incasinando tutto il filo…alla fine il pesce (con l’esca e il finale) mi dice “ciao ciao”.

Il pomeriggio procede un po’ piatto a livello di pesca, con pochi attacchi. Alle 18.00 siamo di rientro, anche perchè appena scende il sole diventa velocemente buio (ricordiamo che qua è inverno). Appena arrivati al lodge ci aspetta Francois con l’aperitivo, dopodiché facciamo la doccia e alle 19.15 ceniamo (tagliatelle alla salsiccia…per niente fotogeniche)

12 aprile 2026

secondo giorno di pesca

La serata si conclude velocemente, anche perchè alzandoci tutti presto, andiamo tutti volentieri a letto presto. Quando rientriamo nella nostra camera, scopriamo che Benji uno dei due cani del lodge, ci ha lasciato dei regalini: pipì sullo zaino di pesca e sui pantaloni di Andy (hahahah). Per fortuna lo zaino è impermeabile e i pantaloni, con questo clima, si possono lavare e asciugare velocemente. Andiamo a letto presto, accompagnati da una rana canterina, che dopo aver soggiornato tra le valigie si è nascosta sotto le travi del pavimento. In camera con noi, assieme alla rana, alloggiano anche un uccello nero e diversi gechi.

Alle 5.00 suona la sveglia di Nick, che dorme nella camera sotto di noi. Lle camere sono come una palafitta mezza aperta sulla foresta, e quindi si sente tutto da un piano all’altro. Allle 5.10 suona la nostra sveglia, ma ormai siamo già in piedi. Alle 5.50 siamo in barca pronti per partire. Stamattina il cielo risulta nuvoloso, con probabilità di pioggia, ma a metà mattina le nuvole diminuiscono, regalandoci ancora una giornata abbastanza soleggiata e leggermente ventosa nel pomeriggio.

Viaggiamo con la barca per circa 20 minuti, per poi fermarci dove c’è una bellissima pianura. Lì abbiamo visto bufali, tanti facoceri che correvano qua e là, giraffe, waterbuk, gazzelle e un coccodrillo. Andy ha un po’ di azione e prende anche un paio di pesci. Alle 11.00 siamo di ritorno al lodge per fare il brunch, poi relax fino alle 14.00.

Nel pomeriggio ripartiamo con Ruhan, e abbiamo ancora un bel po’ di azione. A un certo punto incontriamo un giovane e incosciente coccodrillo, e appena lo avvistiamo Andy prende un bel tigerfish. Dopodiché decide di prova a prendere anche il coccodrillo, che è relativamente piccolo e un po’ “giocherellone”, infatti è insolitamente attratto dall’esca: la segue e apre la bocca come per volerla prendere. Il “piccolo” coccodrillo è lungo all’incirca 2 metri, mentre un esemplare adulto raggiunge tranquillamente i 4-5 metri. Più tardi finiamo in un paio di posti dove i pesci sembrano attivi, io ho parecchi attacchi e diversi pesci che si slamano prima di entrare nel guadino (vabbè, mi accontento anche di questo).

cena

13 aprile 2026

terzo giorno di pesca

Anche oggi la sveglia suona alle 5.00 e alle 6.00 partiamo con Marco. Il sole fatica ad uscire da dietro le nuvole, e il cielo sembra quasi minacciare ancora pioggia (stanotte ha fatto un paio di temporali). Iniziamo a pescare in alcune gole del lago senza vento, dove le condizioni sembrano perfette…ma per almeno un paio d’ore calma piatta. Vediamo qualche lucertolona sui rami, ma nessun pesce. Poi iniziano i primi attacchi e quindi le prime prede mancate….alle 9.30 prendo il primo Tigerfish, e dopo un po’ anche il secondo…Mentre Andy nulla!

Torniamo a fare il brunch con un 2 a zero per me… Mangiamo uova strapazzate, fagioli e bacon, poi il solito momento di relax e alle 14.00 si riparte più carichi di prima.

Nel pomeriggio Marco ci porta in alcuni posti molto belli, dove vediamo ancora due coccodrilli (uno bello grosso), e qualche ippopotamo. Non bisogna scordare che gli ippopotami possono essere molto veloci e aggressivi. In acqua, se si sentono minacciati, arrivano facilmente a capovolgere e affondare la barca. Bisogna quindi sempre stare attenti e tenersi a debita distanza. Durante il pomeriggio abbiamo qualche attacco (di Tigerfish), poi finalmente Andy ne prende due, in breve tempo…così da “risollevarsi il morale”. Ma di lì a poco avrò anch’io ho le mie due catture!

Appena Andy si dedica alla pesca del pesce gatto (arriviamo in un posto dove è pieno), un ippopotamo decide di passare dalla terra ferma all’acqua e si avvicina velocemente a noi…ok, a questo punto Marco non ci mette molto ad dare gas al motore e allontanare la barca dell’ippopotamo. Continuiamo così la ricerca del Tigerfish, con qualche attacco qua e là e un paio di pesci slamati. Rientriamo alle 18.00 che ormai è buio, doccia, aperitivo e cena, Due chiacchiere e poi nanna.

14 aprile 2026

quarto giorno di pesca, con la preda più grossa di sempre

La mattina inizia con la solita routine, tranne per il fatto che il buongiorno ce lo dà Lufthansa con un messaggio inerentei gli scioperi. Il volo da Francoforte a Milano è annullato…siamo così in attesa di nuove informazioni, ma fino alle 10.00 non sappiano nulla, poi finalmente ci danno una nuova opzione di viaggio. Da Francoforte rientreremo con scalo a Zurigo per atterrare definitivamente a Malpensa.

Oggi siamo di nuovo in barca con Ruhan. Dice di volerci portare verso la pianura, ma nemmeno a metà strada cambia idea e si infila in una della gole laterali poco distanti dal lodge. Le condizioni sono quasi perfette, cielo pressoché sereno e zero vento. Iniziamo così a “montare la panna”. “Montare la panna”?! Sì, sembra che stiamo montano la panna, come dei matti, da tanto facciamo girare velocemente i mulinelli! Lancia te, che lancio io, che tanto di pesci non se ne vedono. Allora ci spostiamo un po’ e riproviamo un un altro spot…nulla…cambiamo ancora…e alle 7.31 Andy prende un bellissimo pesce: IL TIGERFISH della VACANZA! Facciamo le foto di rito e ricominciamo a pescare.

Compare così il “piccolo” coccodrillo dell’altro giorno ed Andy inizia a chiedersi: lo prendo?! Non lo prendo?! Cosa faccio?! Beh, cambio esca (sarebbe davvero peccato farsi mangiare da un coccodrillo un’esca di qualità) e provo a pescarlo

Pronti via fa il primo lancio: NULLA. Secondo tentativo: NULLA. Terzo tentativo: SNIAFETE! PRESO! LET’S GO, WE HAVE THE CROCODRILE!

Si, ok, ma adesso?! Contro ogni aspettativa il filo non si rompe e Andy prova in tutti i modi a prendere questo coccodrillo. Ruhan prende una corda (l’unica cosa che ha trovato in barca…in realtà non eravamo attrezzati per la pesca al coccodrillo) per chiudergli la bocca, così da essere sicuri di non farci male. I coccodrilli hanno molta forza in chiusura, ma poca in apertura (fatto importante da considerare in questa situazione).

Dopo 15 minuti di tira e molla il coccodrillo si infila sotto la barca e…SCRACK, canna rotta…e dopo un attimo anche il filo si rompe (così da almeno recuperare la cima della canna).

Ora il nostro simpatico amico ha un piercing verde (a forma di pesce) al labbro, così da essere riconoscibile per tutto lo Jozini Lake. Dopodiché abbiamo continuato a pescare (senza altri risultati) fino alle 10.00 per il meritato relax e lunch.

Alle 13.30 ripartiamo per l’ultimo pomeriggio di pesca. Nel frattempo si è alzato un vento fortissimo (da quasi farmi star male) e pescare vicino alla riva nella parte aperta del lago diventa davvero difficile. Ripieghiamo ancora sulle anse laterali, ci vuole un po’ ad ingranare, ma ad un certo punto i pesci ricominciano ad abboccare…e via: uno, due, tre pesci a me! Anche Andy ne prende un paio e poi di nuovo calma piatta. Facciamo gli ultimi lanci vicino al Lodge e io prendo ancora un ultimo tigerfish, poi bisogna rientrare e iniziare a sistemare la valige. Infine ultima cena con le ultime chiacchiere tutti assieme.

15-16 aprile 2026

il lungo rientro verso casa

Mercoledì mattina, malgrado avessimo la possibilità di dormire, ci svegliamo presto, ma ce la prendiamo con calma. Sistemiamo brevemente le valigie e facciamo una colazione leggera. Prima della 9.00 partiamo con Francois in direzione dell’aeroporto di Durban.

Anche oggi splende il sole e pian pianino la giornata si fa calda, e l’auto è ancora senza aria condizionata… ma per fortuna c’è meno traffico che all’andata, così da riuscire a viaggiare un po’ più velocemente. A metà strada facciamo una piccola pausa per sgranchirci le gambe.

Alle 13.00 siamo in aeroporto, scarichiamo le valigie e salutiamo Francois. Mentre scarichiamo Andy nota qualcosa di strano sul suo bagaglio a mano: una colonia di microformiche con tanto di uova…OMG! Iniziamo a “spazzar via” le formiche da sopra le valigie, ma capiamo la “gravità” della situazione solo dopo aver imbarcato i bagagli e aver guardato meglio dentro la sacca dei pc. Una tasca è completamente pieno di uova e formiche e sono super attive! Non ci sono grandi fotografie a supporto di questo, in quanto la priorità è stata quella neutralizzare le formiche, che nel frattempo hanno preso possesso anche del mio bagaglio a mano e quindi dei vestiti per il viaggio.

Dopo una profonda pulizia, finalmente possiamo rilassarci ancora un po’ in attesa dell’imbarco. Il volo fino a Johannesburg va tranquillo e una volta atterrati dobbiamo rifare il controllo passaporti (uscita dal paese) e quindi fare ancora una volta i controlli di sicurezza.

Prima del volo per Francoforte decidiamo di mangiare un boccone, così da poter dormire subito appena decollati. L’aereo di rientro è lo stesso dell’andata e anche stavolta è pieno, ma abbiamo ancora la fortuna di dividerci un posto da tre in due. Alle 19.05 parte il volo e atterriamo a Francoforte alle 5.50, con 20 minuti di ritardo a causa del forte vento che soffia in direzione contraria. Lì dobbiamo fare nuovamente il controllo passaporti e sicurezza, ma essendo la maggior parte dei voli cancellati, l’aeroporto risulta quasi deserto. In attesa del prossimo volo beviamo un caffè e Andy inizia a lavorare. Alle 8.00 partiamo con il volo di air Condor che in meno di un’ora ci porta a Zurigo.

A Zurigo dobbiamo attendere fino alle 13.00 per l’ultimo volo della giornata, con destinazione finale Malpensa. Ci teniamo occupati mangiando e lavorando. A Zurigo abbiamo ancora 35 minuti di ritardo (per cause sconosciute) e una volta atterrati, finalmente possiamo ritirare i nostri bagagli (che miracolosamente, malgrado tutti questi scali, non si sono persi), andare a prendere l’auto e rientrare verso casa. È stato un viaggio molto più lungo del previsto, ma fondamentalmente è andato tutto bene, quindi non c’è da lamentarsi.

Anche questa avvenuta è finita e rientriamo in Ticino con una nuova valigia di ricordi, qualche racconto per gli amici e un’altra esperienza alle spalle.

Comments (2):

  1. geppetto di arosio

    14 Aprile 2026 at 18:10

    Andy volevi fare le scarpe e la borsetta di coccodrillo a Patty?
    Geppetto di Arosio

    • Andrea

      16 Aprile 2026 at 5:49

      No Elio, l’idea era di mangiarlo 😂

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